Il Parlamento più costoso d’Europa? È l’Assemblea Regionale Siciliana. Nel 2013 è costata quasi 165 milioni di euro, nonostante la spending review avviata dal nuovo presidente Giovanni Ardizzone che ha fatto risparmiare rispetto al 2012 11.135.656 euro, per una spesa corrente di 164.077.563. Un taglio non sufficiente a riportare nell’orbita della normalità una spesa lontanissima da quella delle altre regioni. La Lombardia, che ha quasi il doppio degli abitanti dell’isola, ha chiuso a 68 milioni, il Piemonte a quota 62, la Campania a 66 milioni di euro.

COSTA PIU’ DI SENATO E CAMERA Il parlamento siciliano, come racconta Il Fatto Quotidiano, costa a ogni cittadino più del Senato e della Camera dei Deputati, su cui continuamente si invoca la scure del taglio della spesa. Montecitorio e Palazzo Madama, infatti, costano a ognuno di noi 27 euro e 15 centesimi. Ma ogni siciliano spende ben 33 euro all’anno per mantenere in funzione Palazzo dei Normanni, che quindi ha un costo pro capite superiore del 25 per cento rispetto alle Camere. Buona parte delle spese sono dovute alle indennità dei novanta deputati regionali, che costano 20.425.000 euro all’anno. Dal 2017, ovvero dalla prossima legislatura, gli onorevoli rimarranno soltanto in settanta, nel frattempo però l’Ars continuerà a spendere altri venti milioni all’anno per previdenza e vitalizi degli ex onorevoli.

I DIPENDENTI CON STIPENDI FUORI MISURA Anche il costo dei dipendenti della Regione Sicilia è fuori misura: 37.895.000 euro per quelli in servizio, più 45.580.000 euro per quelli in pensione. I gruppi parlamentari sono costati nel 2013 sette milioni e duecentomila euro, meno che in passato, dopo l’inchiesta della procura di Palermo sulle spese pazze e fuori controllo rimborsate agli onorevoli della scorsa legislatura. Ma ci sono anche tre milioni e settecentomila euro per imprecisate “collaborazioni esterne per il Consiglio di Presidenza e per le Commissioni parlamentari”. Dispendiosa anche l’attività istituzionale: 600 mila euro ai quali ne vanno aggiunti altri 150 mila per la celebrazione della prima seduta dell’Ars, più l’acquisto di generiche “pubblicazioni di carattere storico-politico- sociale”.

PROMOZIONI E ABBONAMENTI MILIONARI Solo di abbonamento alle agenzie di stampa se ne vanno 585 mila euro all’anno, mentre 120mila euro servono per abbonarsi a quotidiani e riviste. Abbonamenti multipli dato che altri 52 mila euro all’anno per i giornali sono inseriti anche nei 220 mila euro previsti per il funzionamento della biblioteca, dove la rilegatura dei quotidiani costa 65 mila euro, mentre la promozione culturale pesa sulle casse di Palazzo dei Normanni per 80 mila euro ogni anno.
In bilancio ci sono 220 mila euro per “studi, ricerche, documentazione e informazione dell’Amministrazione” e 70 mila euro per la stampa degli atti parlamentari. Ben 1.295.000 euro occorrono invece per la duplicazione dei documenti: logico dunque che a bilancio siano messi anche 130 mila euro per l’acquisto di carta, 30 mila di spese postali, mentre 480 mila euro vengono girati alla Fondazione Federico II, che ha come scopo “la diffusione dell’attività istituzionale e la promozione dei beni monumentali”. E poi 590.000 euro spesi per l’acquisto di arredi e opere d’arte, o i 50 mila euro investiti nella confezione dei tendaggi. E la lista è ancora lunghissima.

Fonte: www.cadoinpiedi.it