«Sono state sprecate montagne di parole. Ai colleghi vorrei ricordare che in questo Paese si dibatte delle Province da anni. Questa legge non azzera le Province, ma le supera. E questa Regione è la prima ad avviare l’iter per la creazione delle città metropolitane. Ogni tanto dovremmo essere orgogliosi». Così Antonello Cracolici, deputato regionale del Partito Democratico, dieci minuti prima il voto dell’Assemblea Regionale Siciliana che ha sancitol’abolizione delle Province nelle isole con un’ampia maggioranza: 62 favorevoli, 14 contrari e due astenuti.

Addio, quindi, alle tanto detestate Province, spesso additate come esempio dello spreco di denaro pubblico nella Pubblica Amministrazione. Al loro posto ci saranno nove Liberi Consorzi dei Comuni ma con la possibilità di aggiungerne degli altri entro sei mesi a partire da oggi, a condizione, però, che interessino una popolazione almeno di 180mila abitanti e quelli che coincidono non abbiano una popolazione inferiore a 150mila abitanti.

Si tratta di una delle “rivoluzioni” annunciate dal presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, al momento della sua elezione a Palazzo d’Orleans, avvenuta nel novembre del 2012. Ma il suo iter è stato complesso, lungo e combattuto, non senza stop che hanno messo in discussione lo stesso esecutivo e la maggioranza all’Assemblea Regionale Siciliana. Entusiasta, naturalmente, il governatore, dopo l’ok dell’Aula: «Ringrazio il parlamento, anche per la maggioranza ampia che ha votato a favore, per un voto che segna un vero cambiamento per la Sicilia. Questo non è un ddl normale, ma che cambia l’assetto istituzionale della Sicilia, cancellando enti intermedi inutili re la duplicazione di funzioni. Certamente, questo è solo l’inizio».

«Con il ddl sui liberi consorzi tra comuni – ha affermato Salvo Lo Giudice, vice capogruppo dei Democratici Riformisti per la Sicilia – si concretizza un altro momento importante per la spending review che ha caratterizzato il governo Crocetta. Sarà comunque necessario, nel breve tempo, agire affinchè la riforma non crei inefficienze organizzative e conflitti di competenza, e non metta assolutamente a rischio il posto di lavoro di tanti cittadini. Noi Drs siamo ancora una volta schierati con il governo poiché la Sicilia e i siciliani ci chiedevano questa riforma. Siamo convinti che la Sicilia debba continuare su questo percorso di cambiamento, altrimenti è destinata ad una lenta e inesorabile involuzione».

Ecco, invece, le parole di Baldo Gucciardi, presidente del gruppo PD all’ARS: «Abbiamo scritto una buona riforma, destinata ad essere un punto di riferimento per il resto d’Italia: la Sicilia è la prima Regione a superare le Province con l’istituzione dei Liberi Consorzi, e ad istituire le Città Metropolitane. Abbiamo incontrato più di un ostacolo, ma nonostante le difficoltà abbiamo scritto un buon testo e, con orgoglio, posso dire che i parlamentari del gruppo PD hanno fatto un ottimo lavoro in commissione e in aula. Strada facendo  è stato avviato un confronto costruttivo con il governo e alcune forze politiche che, pur non essendo nella maggioranza, non si sono sottratte al dibattito. Dispiace per chi, invece, rimanendo chiuso nel proprio guscio di nostalgia per un sistema che non c’è più, ha perso l’occasione di contribuire a rafforzare questa riforma».

«Quella approvata è una riforma epocale – ha affermato Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Megafono all’ARS – La Sicilia diventa antesignana nella cancellazione delle province e vota una legge ancora prima che lo facciano a Roma in parlamento. Il presidente Crocetta ha creduto in questo risultato e la maggiornza lo ha sostenuto con lealtà riuscendo a convincere tanti parlamentari che relegano l’opposizione a soli 14 voti. Con i liberi consorzi nessuno dei dipendenti delle vecchie province rischierà il posto. I cittadini e i territori avranno benefici diretti dall’azione dei nuovi enti, che con una legge di prossima approvazione avranno competenze e funzioni chiare al fine di dare risposte immediate ai bisogni delle comunità amministrate. La stagione delle riforme va avanti e ci attendono altri traguardi per fare della Sicilia una regione moderna ed una terra che sa riscattarsi sul piano nazionale in nome della buona amministrazione e della legalità».

«Questa norma è un primo passo verso l’obiettivo della razionalizzazione dei servizi al cittadino – ha affermato Alice Anselmo (Articolo 4), Vicepresidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars – Mi fa piacere sottolineare che questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie al pungolo delle opposizioni, che hanno contribuito efficacemente a questo nuovo pezzetto di quella rivoluzione, iniziata nel 2012, che il presidente Crocetta sta portando avanti. La prossima sfida sarà la definizione dei servizi e delle funzioni dei nuovi enti. E confido – conclude la parlamentare – che anche in questa occasione riusciremo a lavorare tutti insieme al meglio delle nostre possibilità». [Fonte: www.cronopolitica.it]