U pupu cu l’uovu, vuol dire pupazzo con l’uovo. È un dolce di Pasqua, tradizionale siciliano, che viene preparato per i giorni di questa festa e che, in ogni parte dell’isola, assume forme e denominazioni diverse. Quello che vi proponiamo fa parte della pasticceria palermitana.

È una ricetta comune in tutta la regione, cambia soltanto il nome da zona a zona così, nel trapanese lo chiamano “campanaru”, nel catanese “cuddura cù l’ova” e in altri luoghi “panaredda” o “palummedda”.
In origine rappresentava un pupazzo (“pupu”) o una colomba che inglobavano l’uovo sodo, ma la fantasia dei pasticcieri lo ha trasformato anche in altre forme. In ogni caso, quel che conta è l’uovo che simboleggia la Santa Pasqua.
La tradizione dell’uovo pasquale risale a prima della nascita di Cristo. Infatti, più di duemila anni fa, i persiani si scambiavano uova di gallina in primavera in occasione del cambio di stagione. Sempre a quei tempi, addirittura, questi giorni rappresentavano l’inizio di un nuovo anno. Queste usanze, con l’avvento del cristianesimo, si fusero in ogni parte del mondo e l’uovo divenne il cardine dei quattro elementi fondamentali per la vita: acqua, aria, terra e fuoco.
L’uovo diventa così un simbolo di nascita. In sintesi ogni essere umano nasce da un uovo. Non per caso anticamente la ricorrenza di Pasqua veniva chiamata “Pasqua d’uovo”, e veniva festeggiata con uova sode colorate e benedette in chiesa.
‘U pupu cù l’uovu”, al di là delle simbologie, sarà molto gradito dai vostri bambini (e non!) che saranno ben felici di gustarli.
Ingredienti per la pasta
500 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero semolato
125 grammi di strutto
2 uova intere
5 grammi di ammoniaca per dolci
1 bustina di lievito per dolci
1 bustina di vaniglina (meglio una bacca)
2 cucchiai di latte

Per la glassa

Confetti colorati (diavoletti)
200 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaio di rum
4 cucchiai di acqua

Procedimento

Preparare le uova sode. Una volta pronte metterle in acqua fredda, per circa dieci minuti, quindi sbucciarle e farle ben sgocciolare (dovranno essere asciutte) e metterle da parte.
Amalgamare bene tutti gli ingredienti per la pasta. Quando l’impasto sarà ben lavorato si presenterà come una specie di pasta frolla morbida. Da quest’impatso ricavare sei palline di ugual peso, e con queste confezionare i “pupi cù l’uova”: spianare ogni pallina riducendole ad uno spessore di circa ½ centimetro, inglobare l’uovo sodo, ben asciutto, e comporre la figura che più vi aggrada (cestino, pupazzo, colomba, ecc.). Quando avrete completato le confezioni, aiutandovi con una palettina, adagiarle in una placca, foderata con carta da forno, e metterle in forno preriscaldato a 180°. Quando i “pupi cù l’uova” saranno cotti metterli a raffreddare.
Preparare la glassa: in una ciotola versare lo zucchero a velo e un cucchiaio di rum e, con una forchetta, cominciate ad amalgamare. Aggiungere l’acqua, un cucchiaio per volta, continuando ad amalgamare in modo da non formare grumi. Alla fine dovrete ottenere un composto scorrevole che, con un cucchiaio, potrete far colare sui “pupi’ già raffreddati. Infine cospargeteli con i diavoletti colorati e, dopo poco tempo, lo zucchero si sarà rappreso.

Note:
1. Usualmente l’uovo sodo viene incorporato con il guscio. Io preferisco metterlo già sgusciato perché è più gradevole gustare il “pupu” senza preoccuparsi di eliminare la buccia. È necessario però che l’uovo venga completamente ricoperto di pasta, mentre nella versione con il guscio può rimanere coperto parzialmente.
2. La glassa si può anche ottenere montando a neve, con uno sbattitore o planetaria, un albume con ½ limone spremuto, poi si aggiunge, poco per volta, lo zucchero a velo e si continua a mescolare finche non si forma la glassa. Io preferisco quello che vi ho descritto perché, oltre ad essere semplice ed efficace, mi permette di non usare l’albume non pastorizzato. Fonte: ricettedisicilia.net